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Katerina Konstantinou Vitaloni

Katerina Konstantinou Vitaloni

Σάββατο, 30 Μαΐου 2020 14:54

COVID19: Quando i bambini sono in lutto

Dato che la pandemia di COVID-19 ha causato oltre 350.000 vittime fino ad oggi, molti genitori si possono trovare in difficile periodo durante il quale devono spiegare ai propri figli la morte di una persona cara. Ecco alcune linee guida su come parlare ai bambini della malattia e della morte e su come sostenerli quando muore una persona cara.

1. Siamo onesti

Solitamente i genitori si chiedono quanti dettagli possono dare al proprio figlio quando devono comunicare qualche cosa di brutto. Vogliono prepararlo riguardo a quello che potrebbe accadere, ma allo stesso tempo non vogliono spaventarlo. Quando un parente o un amico è gravemente malato, è meglio essere onesti su ciò che sta accadendo, anche se non sappiamo esattamente come andranno le cose. Possiamo ad esempio dire ai bambini che la nonna ha preso il corona virus e che, sebbene molte persone stiano cercando di aiutarla, nessuno sa se la sua salute migliorerà.

Nel caso di COVID-19, la maggior parte dei bambini sa che si tratta di un virus che può avere gravi conseguenze perché i bambini sono costantemente esposti alle informazioni sul virus. La loro risposta emotiva potrebbe quindi essere più forte di quanto sarebbe nei confronti di un'altra malattia, poiché tutti intorno a loro parlano troppo di quel particolare virus.

Informare onestamente e con misura il bambino sulle condizioni della nonna lo aiuterà a capire la situazione. Possiamo dire che la nonna ha la febbre alta oppure ha difficoltà a respirare da sola e dobbiamo essere pazienti per vedere giorno per giorno come sta. Non è necessario informare il bambino più di 1-2 volte al giorno e con dettagli non necessari. Ma possiamo chiedergli come si sente riguardo alle condizioni di sua nonna e spiegargli che siamo anche noi stessi preoccupati e agitati quanto lui. Questa onestà può essere in conflitto con i nostri istinti protettivi, ma quando condividiamo veramente i nostri sentimenti, rendiamo più facile ai bambini esprimersi su ciò che li disturba e costruiamo un rapporto di fiducia con loro. Sarebbe sicuramente più facile rassicurare il bambino sostenendo che "tutto passerà". Ma se ciò non accade, il bambino perderà fiducia in noi. Quindi è meglio dire una frase del tipo "Non posso darti alcuna garanzia, ma il mio piano è di mantenere tutti in salute ed è per questo che ci laviamo le mani / stiamo attenti quando usciamo".

2. Cerchiamo di spiegare la morte

Se una persona cara muore, è meglio evitare di dire bugie, ambiguità e informazioni che possono confondere il bambino, come dire ad esempio che il nonno si è addormentato o è andato da qualche altra parte. I bambini di età inferiore ai 4-5 anni non comprendono ancora il significato della permanenza della morte. Quindi il bambino può continuare a credere che il nonno ad un certo punto tornerà o si sveglierà. Non elaborerà ciò che è accaduto e finirà per creare una narrazione che alla fine è più spaventosa della realtà. Pertanto, è meglio dire al bambino che il nonno è morto e spiegargli in parole semplici cosa significa questo. Possiamo dire: "Quando qualcuno muore, non può tornare da noi. Il suo corpo non funziona più. Non lo possiamo più vedere, toccare e sentire ". Possiamo anche fornire esempi di ciò che le persone possono fare quando sono vive, ad es. mangiare, guardare la TV, lavarsi i denti ovvero tutte attività che non possono più fare quando muoiono.

Quando il bambino capisce che la persona amata è morta, può reagire in molti modi e il genitore deve essere al suo fianco sia fisicamente che emotivamente fino a quando non si calma. Può quindi chiedere al bambino come si sente e spiegargli che è normale sentirsi tristi e piangere. Dobbiamo essere pazienti con i bambini più piccoli poiché potrebbero continuare a chiedere a lungo quando rivedranno la persona amata. Non significa che si rifiutano di accettarlo o lo evitano, ma semplicemente non lo capiscono a causa della fase del loro sviluppo cognitivo.


3. Troviamo modi per conservare la memoria

I funerali non erano possibili per molte famiglie in questo periodo, ma anche se si è svolto, possiamo dare al bambino la possibilità di rimanere a casa e non partecipare. Nei giorni seguenti la perdita, è una buona idea aiutare il bambino a ricordare, comunicare e dire addio alla persona amata. Possiamo preparare i biscotti preferiti della nonna, piantare un albero per ricordare il nonno o creare un album fotografico speciale. In questo modo possiamo ricordare e connetterci con i nostri cari tutte le volte che vogliamo. 

È bene ricordare che la la manifestazione della tristezza non segue schemi ben precisi e che i bambini vivono il dolore in modo diverso rispetto agli adulti. Potrebbero diventare troppo tristi e turbati per alcuni minuti poi comportarsi in modo completamente normale e poche ore dopo piangere ancora. Potrebbero anche non piangere tanto quanto i loro genitori si aspettavano, senza che questo significhi che non amano la persona che hanno perso, oppure reagire troppo esageratamente alla notizia della morte di una persona che non conoscevano così bene. Ogni comportamento e reazione deve essere rispettato ed i genitori devono accettarlo e aiutare il bambino a capire i suoi sentimenti in questo momento speciale.

Mantenere la normale routine a casa può fare molto per aiutare la famiglia in lutto. Questo può essere difficile durante una pandemia e soprattutto quando muore una persona cara. Ma la routine può dare al bambino un senso di controllo e sicurezza sul fatto che tutto andrà bene. Che nonostante le cose siano così difficili ora, la vita andrà avanti.

Katerina Konstantinou Vitaloni
Psicologa d'eta evolutiva

Παρασκευή, 15 Μαΐου 2020 16:14

Stress dei bambini dopo la quarantena da COVID-19

L’esperienza difficile e senza precedenti degli ultimi mesi ha lasciato il segno su ognuno di noi. Il suo impatto avrà effetti a lungo termine sul nostro modo di pensare e agire nella vita di tutti i giorni. Man mano che torniamo gradualmente alle nostre abitudini pre-quarantena, i bambini possono sperimentare varie reazioni a causa dello stress che hanno vissuto. Alcuni bambini saranno in grado di tornare alla loro routine in maniera indolore e rapidamente, sviluppando meccanismi di coping. Altri, per una serie di motivi, potranno avere maggiori difficoltà e stress intenso per recuperare dopo la quarantena.

 Alcuni bambini possono:

• esprimere desiderio di rimanere nella routine quotidiana che avevano durante la quarantena

• mostrare tensione, disorganizzazione e difficoltà a concentrarsi dopo il ritorno alle attività normali

• adottare comportamenti protettivi estremi

• mostrare un'intensa aggressività sui propri familiari

Se i comportamenti di cui sopra persistessero per intensità e durata, sarebbe bene consultare un professionista della salute mentale.

Le manifestazioni più comuni di stress per età

I bambini più piccoli fino a 2 anni hanno probabilmente un pianto intenso e prolungato e un desiderio persistente di abbracci.

I bambini in età prescolare, tra i 3 e i 6 anni, possono regredire e tornare ai comportamenti che avevano in passato, come ad esempio chiedere di dormire con i genitori o avere episodi imprevisti di minzione.

I bambini fino a i 10 anni hanno probabilmente paura, stress e ansia che qualcosa di simile accada di nuovo. Potrebbero volerne parlare tutto il tempo o evitare completamente di parlarne, facendo finta che non sia mai successo. Possono anche essere irritabili, lamentarsi di mal di testa e dolori muscolari inspiegabili e avere difficoltà a concentrarsi su attività e a dormire.

Gli adolescenti possono essere irritabili e a disagio senza essere in grado di esprimere i propri sentimenti. Possono cercare di isolarsi o impegnarsi in comportamenti provocatori e in reazioni violente verso i propri familiari. Inoltre possono ricorrere all'abuso di sostanze a causa della loro difficoltà a comprendere ed esprimere la propria rabbia in modo diverso.

I bambini con bisogni speciali, difficoltà di mobilità, disturbi dello sviluppo, ritardo mentale e altre patologie possono avere reazioni gravi dovute a cambiamenti nella loro routine quotidiana e all'insicurezza che provano.

Ogni bambino reagisce a modo suo e ha bisogno del proprio tempo per adattarsi dopo la quarantena. È importante che i genitori siano al fianco dei loro figli, per aiutarli ad esprimere i loro sentimenti e per farli sentire al sicuro. In presenza di tutti gli importanti sviluppi e cambiamenti che avvengono intorno a loro, i bambini più grandi possono ritenere che i loro sentimenti non siano importanti. I bambini più piccoli potrebbero non avere ancora le parole per spiegare come si sentono. Quindi è importante trascorrere del tempo ascoltando i nostri figli, dando loro tutta la nostra attenzione e disponibilità. Incoraggiarli a pensare ed esprimere ciò che provano riguardo a quello che sta accadendo intorno a loro. Rassicurarli che è naturale che si sentano in questo modo e assicurarli che possono parlarci quando vogliono.

In conclusione, non dobbiamo dimenticare che anche gli adulti possono provare ansia, rabbia, mancanza di controllo e insicurezza sul futuro. Pertanto, può sembrare impossibile provare a trasmettere un senso di calma e sicurezza quando noi stessi stiamo lottando per far fronte al nostro stress. Trasmettiamo inavvertitamente la nostra paura, ansia e insicurezza ai bambini. Quindi il primo passo è riconoscere le nostre preoccupazioni e ansie e accettarle. Quindi cercare e attuare le nostre strategie di gestione dello stress e adottare comportamenti di recupero durante questo periodo critico.

Pertanto, attraverso il nostro esempio di comportamento, insegneremo anche ai bambini come affrontare situazioni difficili e far fronte a situazioni di incertezza e insicurezza.

Ogni anno in questo periodo inizia, se non è già iniziata, la preparazione dei bambini per il loro passaggio graduale dalla scuola materna alla scuola elementare. Come ogni fase di transizione, questo è un periodo di cambiamenti significativi per la vita del bambino e dell'intera famiglia. Questo cambiamento è accompagnato da sentimenti contrastanti di anticipazione, gioia, eccitazione, ansia, paura.

La transizione avviene in tre fasi, preparazione, transizione e integrazione. La durata di ogni fase non è possibile da determinare con precisione, poiché dipende da molti aspetti del bambino stesso e del suo ambiente. In ciascuna di queste fasi, il ruolo del genitore è cruciale. Molto di più quest'anno, quando le scuole in tutta Italia rimarranno chiuse e gli insegnanti non saranno in grado di contribuire pienamente a questa transizione.

Il primo passo che un genitore deve fare è dare l’esempio al proprio figlio. Aiutarlo ad adattarsi alla nuova realtà, accettando e adottando sin da subito le regole della futura scuola. Adottare per esempio in casa regole relative alla convivenza (ascolto, parlo educatamente, non interrompo, aiuto, condivido) e l'apprendimento (seguo un programma specifico, motivo, organizzo, incoraggio).

Il bambino deve sentirsi al sicuro nella nuova situazione che dovrà affrontare e sentirsi sicuro di esserne capace. Molti bambini potrebbero temere che il nuovo ambiente scolastico sarà molto più difficile, che avranno molti e difficili compiti, che perderanno i loro amici, che i bambini più grandi si prenderanno gioco di loro o li tratteranno male ed in maniera offensiva. Tutte queste ansie e preoccupazioni del bambino devono essere espresse e discusse con i genitori al fine di ridurre la paura e l'ansia.

Quest’anno, a causa delle restrizioni per l’emergenza Covid-19, non è possibile effettuare visite, incontri e attività congiunte per far familiarizzare i bambini della scuola materna con la scuola elementare. E’ utile quindi che i genitori visitino il sito web della scuola primaria con i loro figli, al fine di navigare insieme. Possono vedere le foto dei locali, delle aule e del cortile della nuova scuola. Leggere le nuove lezioni che avranno nel curriculum settimanale e provare ad immaginare con il bambino il materiale e il contenuto di ogni lezione. In questo modo il bambino può essere preparato per il nuovo ambiente ma anche i genitori possono sentirsi più calmi e meno ansiosi.

Un'altra attività utile è la passeggiata con il bambino fuori dalla scuola che frequenterà. Per vedere il cortile insieme e immaginare quanti giocattoli il bambino potrà usare lì. È un'opportunità per parlare della ricreazione, del fatto che il bambino deve ritagliarsi il tempo per giocare, per andare in bagno, per fare colazione, per bere l’acqua, per socializzare con i nuovi compagni e per riposare prima del suono della campanella. Quindi deve imparare a gestire correttamente il suo tempo. Inoltre, i genitori possono ricordare e raccontare al bambino il loro primo giorno di scuola, la loro ansia oppure un episodio divertente che potrebbe essersi verificato nei primi giorni nel nuovo ambiente scolastico. Quando tornano a casa, il bambino può dipingere il cortile della sua scuola, così come gli interni, le aule, i corridoi, usando la sua immaginazione.

Questo periodo, fino all'apertura delle scuole, i genitori possono usarlo per rafforzare, a modo loro, lo sviluppo cognitivo e la prontezza scolastica del bambino per la prima elementare. Andando a fare shopping insieme, possono chiedere al bambino di guardare i segni nei corridoi e leggere le lettere maiuscole sulla confezione del prodotto. Sulla strada, leggere i segni e i nomi delle vie e delle piazze del quartiere. A casa, possono scrivere inviti per i loro amici, che invieranno online, per trovarsi a giocare insieme o in casa o al parco, impostando un giorno, luogo e ora. Leggere insieme e arricchire il vocabolario del bambino attraverso la lettura di semplici oppure sfogliando fiabe, opuscoli, imballaggi per alimenti. Preparare insieme semplici ricette di cucina o pasticceria, in cui il piccolo aiuto cuoco dovrebbe leggere e pesare le quantità degli ingredienti. Ogni notte raccontare la loro giornata, sin dal mattino, aiutando il bambino a comprendere il significato del tempo e della sequenza.

È necessario effettuare una preparazione speciale per i bambini la cui madre è incinta. Il periodo di gravidanza è molto importante ed è necessaria la preparazione del bambino all’arrivo del nuovo fratellino. La nascita di un nuovo figlio è difficile e questo è un grande cambiamento in sé. Pertanto, con ancora maggiore cura e pazienza, i genitori dovrebbero assicurarsi di preparare il bambino a tutti i cambiamenti imminenti della sua vita.

Ogni periodo di transizione è un “ponte” da uno stato della nostra vita a un altro e colpisce l'intera famiglia. È importante che i genitori provino a controllare e ridurre l'ansia, i dubbi e le preoccupazioni, poiché tutto ciò viene immediatamente decodificato dal bambino e crea un senso di insicurezza. Il pensiero positivo e l'ottimismo dei genitori sono essenziali. La profonda convinzione e la fiducia di essere capaci e pronti ad affrontare qualsiasi nuova situazione sono prioritarie. Oggi che i genitori hanno assunto molti ruoli, responsabilità e doveri nei confronti dei propri figli, è importante che si sentano sicuri e trasmettano al bambino un forte messaggio: che si fidano di lui e che sono sempre al suo fianco durante il viaggio e durante il periodo del suo adattamento.

Παρασκευή, 15 Μαΐου 2020 14:43

Katerina Konstantinou Vitaloni


Sono una psicologa, laureata presso il dipartimento di psicologia dell'Università Aristotele di Salonicco (AUT) ed ho conseguito un master in ‘Educational Psychology’ con specializzazione in psicologia evolutiva ed educativa. Mi sono specializzata in psicoterapia di gruppo con approccio non direttivo (NDI) ed ho una vasta esperienza nell'animazione di gruppi di bambini in età prescolare, scolare e adolescenziale.

Durante gli anni 2004-2007 sono stata assistente scientifico del Dipartimento di Psicologia dell'Università Aristotele di Salonicco e in particolare ho sviluppato indagini relative al bullismo scolastico ed all'uso di Internet da parte di bambini e adolescenti. Ho partecipato a numerose conferenze nazionali e internazionali su argomenti come la violenza e l'intimidazione nella scuola, la violenza domestica e l'uso di Internet da parte di bambini e adolescenti.

Dal 2006 sono lavoratrice autonoma ed ho collaborato con molti centri di consulenza, psicoterapia e logopedia a Salonicco.
Dal 2011 al giugno 2019 sono stata psicologa infantile presso scuole primarie pubbliche e scuole materne.
Ho vasta esperienza nella diagnosi e valutazione delle difficoltà di apprendimento.
Offro on-line psicoterapia per bambini e adolescenti e consulenza per i genitori.